Un nodo nella rete della comunicazione

accounts-blur-button-267350L’altro giorno con una mia cara amica si parlava di rapporti, social network (termine che ripeterò spesso nell’articolo perché ho scoperto che non esistono sinonimi validi) e di finte amicizie che si vengono a creare. La tesi che sosterrò in questo articolo, è la seguente: l’utilizzo di un social network non può mai essere d’aiuto per mantenere la costanza e l’intimità di un rapporto. Anzi cercare di mantenere un’amicizia usando i social network ha la conseguenza di rendersi la vita facile, e io penso che non possano esistere amicizie o rapporti facili (Fàcile: Che si può fare agevolmente, senza grande abilità o sforzo. Dal vocabolario Treccani). Ora cerco di spiegare meglio questa mia affermazione: se una determinata cosa ci risulta facile da fare, la facciamo senza impegnarci! Mi sembra logico, no? Personalmente mi sembra un po’ come dire all’altra persona: non sei abbastanza importante per me da farmi scomodare e impegnare nel coltivare il nostro rapporto. Come negli articoli precedenti il tema principale è la dipendenza dalle tecnologie, ed essendo questo un problema molto diffuso c’è il rischio reale che si preferisca l’uso dei social piuttosto che l’incontro fisico o una semplice chiamata, e questo porta ad un appiattimento delle amicizie e dei rapporti, di conseguenza alla loro probabile fragilità e alla loro disgregazione.
Cerchiamo di analizzare meglio la situazione in generale, provando a capire cosa ci offrono i servizi social (ne analizzerò solo tre, diversi tra loro), chiederci se questi servizi ci sono necessari per le nostre relazioni e ragionare sul modo in cui noi li utilizziamo, quindi capire se siamo dipendenti o meno dall’uso delle piattaforme digitali. Partiamo da una delle più utilizzate:
WhatsApp! Punto primo, cosa ci offre? Spulciando in profondità troviamo che WhatsApp vuole aiutarci a rimanere in contatto con i nostri amici, a rimettere in contatto famiglie separate, a cercare una vita migliore e a condividere informazioni di vitale importanza durante i disastri naturali (Beh, mica male come obiettivi direi). Punto secondo, ci è necessario? A mio parere no. Anzi azzarderei che questo social segue esattamente la tesi che ho evidenziato in precedenza. È molto ridicolo, e purtroppo anche molto diffuso,  utilizzare questo social, ma utilizzando WhatsApp e tutti i sistemi di messaggistica si perdono vari processi che avvengono durante una discussione faccia a faccia.
Cosa accade durante una conversazione (in breve)?
> Parliamo
> Osserviamo la reazione dell’interlocutore
> Ascoltiamo
> Interpretiamo le parole e il linguaggio non verbale
> Elaboriamo una risposta
> Parliamo
A questo semplice schema si aggiunge il ruolo molto importante delle pause, che così come nella musica sono un elemento fondamentale, del tono della voce, dell’educazione verbale e delle nostre risposte non verbali. Possiamo dunque capire che durante una conversazione sviluppata in una chat vengono a mancare completamente degli elementi base della comunicazione, e questo rende il dialogo spesso aggressivo, non perché noi lo vogliamo, ma perché come razza umana abbiamo bisogno dell’insieme di tutti gli elementi sopra citati per relazionarci al meglio. Per fare un esempio concreto sarebbe come togliere da un’espressione matematica tutti i simboli e provare a risolverla, è evidente che esistono molteplici risultati, e quindi chi la scrive deve essere consapevole che potrebbe essere fraintesa. Per questo motivo un consiglio, il quale sarebbe molto importante seguire sempre, è di capire quanto sia importante la conversazione che si sta avendo in chat e proporre al nostro interlocutore o una telefonata o un incontro, in questo modo si abbassa molto il rischio di fraintendimenti, e si dimostra di avere a cuore quell’argomento e quella persona.
Il secondo social a cui diamo uno sguardo è forse quello più utilizzato da noi giovani, Instagram! Con lo stesso criterio di prima scopriamo che Instagram ci mette a disposizione degli strumenti che dovrebbero aiutare l’utente ad avvicinarsi a persone ed elementi di proprio interesse, a rafforzare le relazioni e a trovare e creare esperienze rilevanti. Mamma mia, quanti elementi tutti insieme, cerchiamo di mettere un po’ di ordine, partiamo sempre dalla nostra tesi: come Instagram aiuta a costruire un rapporto? Beh, naturale! Attraverso il narcisismo, questa piattaforma, a mio parere, è la più grande fabbrica di narcisisti al mondo, il culto del proprio Io è portato all’esagerazione, ognuno vuole apparire al massimo delle proprie qualità per guadagnare seguaci e notorietà. E c’è chi riesce nel proprio intento e chi invece no, nel primo caso il personaggio che è molto noto riceve molte attenzioni da parte degli altri utenti e viene cercato per creare rapporti, mentre nel secondo caso la persona che è poco nota per costruire un legame deve impegnarsi nel cercare qualcuno della prima categoria da seguire e ammirare, naturalmente secondo i propri interessi. Se invece due persone si conoscono già di persona come può aiutarle nel loro rapporto? A mio parere in nessun modo, infatti come dicevo prima questo social è una grande discarica di narcisismo e la ragazza, o il ragazzo, che vediamo sul social sono sicuramente diversi da come li conosciamo nella realtà, e per questo motivo Instagram non può essere di aiuto in una relazione tra due persone che già si conoscono, se non come sistema di messaggistica che come abbiamo già visto con WhatsApp è superfluo e non efficace come potrebbe essere invece un incontro di persona.
Vi state chiedendo quale sarà il prossimo social network? Indovinate un po’, è un social per giovanissimi e non molto usato in Italia… SnapChat! Questa piattaforma ci mette a disposizione degli strumenti che ci dovrebbero aiutare ad esprimerci, condividere i nostri momenti, scoprire il mondo e per ultimo stare bene insieme ai nostri contatti in modo rapido e divertente. Questi obiettivi sono oggettivamente più semplici, anche se non troppo banali e mi spingono ad arrivare al concetto chiave di questo articolo, perché preferiamo la mediazione di un social network al posto di vivere le nostre amicizie faccia a faccia? Come mai per scoprire il mondo o condividere i nostri momenti abbiamo bisogno di uno schermo? Forse perché siamo pigri, o forse perché manca un’educazione alla converazione, a partire dall’ambiente familiari non siamo stimolati ad aprirci e a parlare di persona, la nostra comunicazione viene limitata a poche semplici frasi e non ce ne rendiamo conto. Ecco allora il mio invito a una maggiore consapevolezza e attenzione anche alle semplici azioni quotidiane come chattare e utilizzare i social network chiedendoci sempre se quella sia veramente l’alternativa migliore.
Nel prossimo articolo vedremo che i social non hanno solo aspetti negativi, e con un utilizzo consapevole se ne possono trarre anche benefici.

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