Ago e Filo della comunicazione

Posted by

Ciao a tutti, ci eravamo lasciati dicendo che l’uso dei social network (sono certo di aver ripetuto questo termine un buon numero di volte) causa delle gravi mancanze all’interno delle nostre relazioni interpersonali, ma che se sfruttati nella giusta maniera possono diventare nostri alleati nella vita quotidiana, senza farci perdere la magia della comunicazione, e in questo articolo scopriremo come. Premetto che la maggior parte delle spiegazioni che troverete di seguito sono tratte dal libro “Il Cigno Nero” di Nassim N. Taleb (del quale vi consiglio apertamente la lettura).
Ma torniamo a noi, il primo passo per usare i social in modo proficuo per le nostre relazioni è capire quando usare i social network ci giova. Per fare ciò dobbiamo tenere in considerazione alcuni elementi, come il fatto che le nostre reazioni, il nostro modo di pensare, le nostre intuizioni dipendono dal contesto in cui ci troviamo.

Reagiamo a un’informazione non in base al suo valore logico, ma alla struttura che la circonda e al modo in cui si relaziona al nostro sistema socioemozionale.

È stato infatti provato da uno studio, condotto dagli psicologi Danny Kahneman e Amos Tversky, che sottoponendo ad alcuni professori di statistica domande legate alla loro materia formulate in modo non statistico incappavano in errori tanto quanto persone non esperte di statistica. Questo ci fa capire come in situazioni diverse tendiamo ad utilizzare meccanismi mentali diversi, dei quali parlerò nelle prossime righe.
Prima però dobbiamo mettere in chiaro che i social network sono a tutti gli effetti un luogo virtuale con infiniti scenari e situazioni, ed è quindi più complicato capire quale tipo di contesto abbiamo di fronte e agire di conseguenza usando il corretto schema mentale. Quando siamo sottoposti ad uno stimolo di qualsiasi tipo rispondiamo, infatti, con due sistemi differenti, ossia quello sperimentale e quello riflessivo.


Per fare chiarezza: le attività umane sono divise (a grandi linee) in due modalità di pensiero, che vengono definite «Sistema 1» e «Sistema 2». La distinzione tra loro è molto semplice.
Il Sistema 1, quello sperimentale, non richiede alcuno sforzo, è automatico, veloce, opaco (non siamo consapevoli di utilizzarlo). Corrisponde a ciò che chiamiamo intuizione, ed esegue veloci atti di bravura. Questo sistema è estremamente emozionale, proprio perché è veloce, e produce scorciatoie chiamate «euristiche». È un metodo assolutamente indispensabile in natura, appunto per la sua rapidità, ma a volte può farci commettere gravi errori.
Il Sistema 2, quello cognitivo, è invece ciò che normalmente chiamiamo «pensiero». È quello che usiamo nelle aule scolastiche, poiché richiede sforzi, è ragionato, lento, logico, seriale, progressivo e autoconsapevole (possiamo seguire i passaggi del ragionamento). È meno soggetto a commettere errori, appunto perché conoscendo i passaggi possiamo correggerli in modo adattivo.


Quindi riassumendo, i social sono un luogo virtuale di difficile e molteplice interpretazione, il fatto di non comprendere al massimo l’ambiente in cui ci stiamo muovendo ci spinge ad agire sulla base delle nostre emozioni, e tutto questo ha la conseguenza di portarci spesso e volentieri a compiere azioni che, nella stessa situazione, ma nella “vita reale”, non avremmo compiuto o avremmo compiuto in modo differente. Consci di ciò possiamo dedurre facilmente che l’uso perfetto dei social sarebbe quello in cui l’uso del Sistema 2 prevale, ma perché questo sia possibile dobbiamo avere ben presente il luogo in cui stiamo agendo ed eliminare quasi totalmente le emozioni come filtro delle nostre scelte. Una situazione in cui l’uso dei social è conveniente può essere ad esempio l’organizzazione di una riunione o incontro tra colleghi in ambito lavorativo, questo genere di azioni non comporta un grande carico di emozioni e l’uso dei social può essere di aiuto per la trasparenza e la rapidità con cui si trasferiscono le informazioni. Al contrario, ogni situazione o azione che stimola le nostre emozioni sarebbe meglio viverla di persona, sia per evitare di correre rischi, sia perché sarebbe un peccato non godere a pieno della nostra vita con tutte le sue emozioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...